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L’inchiesta

Arrestata commercialista di Milano e due amministratori di società lomelline

Frode “carosello” per 28 milioni di euro. L’indagine della Guardia di finanza era partita nell’ottobre 2024

Bruno Romani

Email:

bruno.romani@ievve.com

06 Marzo 2026 - 11:08

Arrestata una commercialista di Milano e due imprenditori amministratori di società lomelline

Le indagini della Finanza di Pavia

L’indagine su una cosiddetta “frode carosello” all'imposta sul valore aggiunto ha messo in luce un meccanismo di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 28 milioni di euro. L’indagine era già emersa nell’ottobre del 2024. Ora i finanzieri del comando provinciale di Pavia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta di questa Procura della Repubblica di Pavia, nei confronti di una commercialista milanese e di due imprenditori (arresti domiciliari con braccialetto elettronico) amministratori di fatto di alcune società, con sede operativa nella lomellina e nel milanese, attivi nella vendita online di dispositivi elettronici (oltre a pc, cellulari e lavatrici) attraverso un noto portale di e-commerce. La frode avrebbe permesso di sottrarre all'Erario ingenti risorse e di disporre di prodotti a prezzi altamente concorrenziali, rivenduti su piattaforme di commercio elettronico. Nonostante l'utilizzo di prestanomi e la creazione di una società immobiliare “cassaforte” per schermare i profitti, le indagini hanno permesso di identificare i probabili autori del complesso sistema di frode. L'operazione ha portato all'individuazione dei due imprenditori e al contestuale sequestro preventivo nei loro confronti di 22 immobili tra Vigevano e Milano, oltre a disponibilità finanziarie e orologi di lusso. È emerso un ruolo di primo piano svolto dalla consulente fiscale delle società. La commercialista milanese avrebbe, infatti, ideato e proposto un collaudato modello di evasione, occupandosi direttamente della creazione di società "cartiere" e della predisposizione di documentazione idonea a far apparire legittime le fatture per operazioni inesistenti emesse da tali società, dietro compenso calcolato in percentuale tra l'11 e il 13% sul totale delle fatture emesse.

 

 

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