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I DUE GIORNALISTI FURONO TRUCIDATI A MOGADISCIO (SOMALIA) IL 20 MARZO 1994

Vigevano: il parco di via Podgora, realizzato dalla Md Spa, è stato intitolato alla memoria di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

La collega Gabriella Simoni: «Ci sono verità che non si vogliono rivelare; il nostro lavoro è provare a raccontarle»

Umberto Zanichelli

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umberto.zanichelli@ievve.com

20 Marzo 2026 - 18:41

Esattamente 32 anni dopo quel tragico 20 marzo 1994 quando a Mogadiscio (Somalia) furono trucidati in circostanze mai del tutto chiarite, questa mattina il nuovo parco di via Podgora è stato intitolato alla memoria della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e del suo cineoperatore Miran Hrovatin.

Giunti in Somalia per seguire la missione di pace delle Nazioni Unite, Alpi e Hrovatin fecero uno straordinario lavoro giornalistico su un possibile traffico internazionale di rifiuti tossici prodotti dai Paesi industrializzati e interrati nel sottosuolo somalo in cambio di armi e denaro. Una indagine che non avrebbe mai potuto arrivare al suo compimento. E infatti Ilaria e Miran furono trucidati a bordo dei loro fuoristrada.

Sulla loro morte grava ancora un fitto mistero che un lungo processo e il lavoro di una Commissione parlamentare d’inchiesta appositamente istituita non sono stati in grado di diradare. La decisione del consiglio comunale di Vigevano di dedicare loro il parco, realizzato dalla società Md Spa a titolo di compensazione per l’apertura del suo punto vendita, è stata assunta per esaltare i due giornalisti come simbolo di una informazione libera e indipendente, di un giornalismo d’inchiesta svolto in modo magistrale con coraggio civile e che vuole essere anche un atto di educazione civica permanente e di riflessione per le generazioni presenti e future.

Alla cerimonia di intitolazione, nella quale è stata scoperta una targa commemorativa, sono intervenuti i giornalisti Marco Gregoretti e Gabriella Simoni. Quest’ultima, a Mogadiscio in quei terribili giorni e tra i primissimi ad arrivare sul luogo dell’eccidio, ha usato parole durissime per raccontare una vicenda sulla quale gravano ancora pesanti misteri.

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