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fenomeno preoccupante
14 Aprile 2026 - 13:42
Un esemplare di testuggine di Hermann (foto da Wikipedia)
Tredici esemplari di Testudo hermanni, nota come testuggine di Hermann o di terra, sono stati sequestrati nei giorni scorsi dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Mortara. Gli animali erano stati abbandonati nelle campagne attorno Cassolnovo. L’intervento è partito dalla segnalazione di un cittadino che ha scoperto i rettili, di diverse dimensioni, all’interno di una scatola di cartone. Dagli accertamenti è emerso che le tartarughe erano prive di microchip e che non risultavano denunce di smarrimento, o furto, riconducibili alla specie; è stato quindi disposto un sequestro a carico di ignoti. Ora sono state affidate temporaneamente a un custode giudiziario, dotato di una struttura idonea alla loro gestione.
Nel frattempo, i carabinieri forestali hanno trasmesso la comunicazione di notizia di reato all’Autorità giudiziaria con le ipotesi di abbandono di animali e di detenzione illecita di specie protette inserite nell’aAllegato A del Regolamento (CE) 338/97. La Testudo hermanni, infatti, è tutelata dalla Convenzione di Washington (CITES) e richiede specifica documentazione per la detenzione.
Abbandoni, un fenomeno in crescita
I casi di abbandono di testuggini di Hermann sono in aumento in Lomellina. Alla base ci sarebbero spesso comportamenti irresponsabili e una scarsa conoscenza delle esigenze di questi animali. In diversi casi, l’abbandono viene scelto per sottrarsi all’impegno necessario alla loro cura, o per evitare le sanzioni penali previste in caso di detenzione senza regolare documentazione. Negli ultimi tempi, i ritrovamenti di tartarughe abbandonate si stanno moltiplicando anche in contesti urbani, tra parchi, fontane o contenitori improvvisati.
I rischi per animali e ambiente
Le conseguenze dell’abbandono sono rilevanti, sia per gli stessi gli esemplari, sia per l’ecosistema. Le tartarughe cresciute in cattività, infatti, difficilmente riescono a sopravvivere in natura: non hanno sviluppato le capacità necessarie e rischiano di morire per fame o predazione.
Allo stesso tempo, l’introduzione di individui non autoctoni o potenzialmente malati può compromettere l’equilibrio delle popolazioni selvatiche, alterandone il patrimonio genetico e favorendo la diffusione di patologie.
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