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l'iniziativa
12 Giugno 2025 - 13:04
Follia o ultima spiaggia per risollevare l’economia cittadina e l’indotto? E’ quanto si pone "Fabbrica Vigevano", progetto innovativo nato dalla mente di Alessandro Rano, 35enne vigevanese Startup ecosystem facilitator che vuole mettere a disposizione le proprie abilità a seguito di diverse esperienze sia in Italia che all’estero. Il suo progetto, nato ufficialmente nelle scorse settimane, si pone come obiettivo non solo creare una startup qualsiasi, ma una fabbrica di startup che possa avere un effetto ricaduta non solo sulla città ma anche nel territorio circostante.
“Ho scelto di provarci qui perché Vigevano è la mia città e fare qualcosa di utile per la città in cui vivo: portare imprenditorialità, competenze ma soprattutto l’energia positiva che serve per fare impresa", afferma con orgoglio Rano. Una risposta, o per lo meno un tentativo di risposta a un territorio ormai preso da un’inarrestabile decadenza. “Sono stufo di sentire che a Vigevano non si possa fare nulla di buono. - aggiunge -. Nessuno lo fa, e con questo andazzo diventa una profezia che si autoavvera. Serve invertire la rotta subito”.
Il logo di Fabbrica Vigevano, nuova realtà di recente fondazione nata da Alessandro Rano
Di preciso però in cosa consiste “Fabbrica Vigevano”? “Creiamo startup partendo da zero seguendo le best practice metodologiche, finanziandole con capitale di rischio, fornendo know-how, strumenti operativi e una rete di partner operativi e strategici - spiega - Lo facciamo con l’obiettivo di farle nascere e crescere qui, di fare avere una ricaduta su tutto il territorio e sul suo ecosistema imprenditoriale”.
Questo progetto non esclude a priori in quanto mira innanzitutto a coinvolgere le aziende già esistenti, creando sinergie operative con chi l’innovazione la vive ogni giorno. Chi ha idee, chi ha voglia di mettersi in gioco, chi ha intenzione di investire capitali sul territorio. Il coinvolgimento però non è solo delle aziende in sé, ma anche di altri soggetti coinvolti nella macroeconomia. Insomma, per Alessandro Rano la start-up (o la fabbrica di start-up in questo caso) deve diventare “un punto di contatto con università, centri ricerca, grandi aziende e fondi di investimento”.
Alessandro Rano (in foto) l'ideatore del progetto "Fabbrica Vigevano"
Un mondo sconosciuto ai più anche se ricco di opportunità di sviluppo in termini occupazionali. Dati alla mano, nel 2024 le circa 12.000 aziende di questo tipo hanno creato oltre 300.000 posti di lavoro. Sono dati che potrebbero essere molto più importanti se supportati dai dovuti finanziamenti. Tuttavia, un "assist" agli investitori arriva dal Fisco, in quanto chi rischia capitale in startup innovative può ricevere fino al 65% di detrazione fiscale su quanto investito, che rende il nostro Paese per una volta un esempio da seguire.
In tutto questo, un piano così avveniristico non può che avere le conseguenze nel lungo termine, come è conscio lo stesso Rano. “Nel breve periodo però mi aspetto soprattutto un impatto sulla mentalità e sulla propositività delle persone in termini di progetti imprenditoriali - aggiunge il facilitator -. Chi vuole fare impresa ha un interlocutore locale con cui confrontarsi e collaborare, senza necessariamente doversi spostare altrove. Non ha senso per noi isolarci e operare come un soggetto avulso dall’ecosistema”.
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