Distretti calzaturieri, gli industriali: "Non chiediamo trattamenti privilegiati ma equità e omogeneità"
Dopo la proposta del senatore Centinaio di inserire le aree calzaturiere di Vigevano e Parabiago nelle Zes (Zone a economia speciale), per il presidente della Zona Lomellina di Assolombarda, Massimo Martinoli "maggiori vantaggi alle imprese deriverebbero dall'allineamento degli strumenti per il credito d'imposta"
VIGEVANO - Sostegno ai territori e alla manifattura in crisi. Nei giorni scorsi il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha annunciato l'intenzione di avviare una iniziativa parlamentare per chiedere al Governo di creare una sorta di ZES per zone circoscritte della Lombardia, con focus particolare sul distretto calzaturiero di Vigevano e di Parabiago. Ma per Assolombarda Pavia un vantaggio più consistente per le imprese del territorio sarebbe il credito di imposta per gli investimenti. Il punto, per l'associazione degli industriali, è accelerare su un terreno solido: l’allineamento degli strumenti nazionali alla Carta europea degli aiuti a finalità regionale e il superamento dell’attuale asimmetria.
E' quanto sostiene il presidente della zona Lomellina di Assolombarda Pavia, l'imprenditore calzaturiero vigevanese Massimo Martinoli. "La situazione che riguarda Vigevano e, più in generale, i distretti lombardi come Parabiago, presenta oggi un elemento di evidente asimmetria che merita una riflessione attenta - spiega Martinoli - Si profila infatti una doppia criticità. La prima riguarda l’estensione della ZES Unica alle Marche, mentre territori lombardi con analoghe caratteristiche produttive e simili fragilità strutturali restano esclusi. È un passaggio che cambia il quadro competitivo e che rischia di creare condizioni non omogenee tra distretti che condividono lo stesso DNA manifatturiero".
"La seconda questione è, se possibile, ancora più delicata - prosegue - I Comuni delle Marche inseriti nella Carta europea degli aiuti a finalità regionale possono accedere al credito d’imposta per gli investimenti produttivi.Vigevano rientra nella medesima Carta europea, ma non può beneficiare dello stesso strumento. È difficile spiegare perché, a parità di riconoscimento europeo di una situazione di svantaggio, gli strumenti nazionali di sostegno non siano applicati in modo coerente su tutto il territorio".
"Non si tratta di chiedere trattamenti privilegiati - conclude Martinoli - Si tratta di garantire equità e omogeneità. La nostra filiera meccano-calzaturiera, sostenuta da realtà di eccellenza come CIMAC, Assomac e dall’intero sistema associativo, sta attraversando una fase complessa. Senza un allineamento a livello nazionale il rischio è quello di indebolire la competitività di un comparto strategico per il Made in Italy. Come Assolombarda riteniamo che, a parità di criteri europei, debbano corrispondere pari opportunità di accesso agli strumenti nazionali. Solo così si evita una distorsione competitiva e si tutela un territorio che ha competenze, infrastrutture e visione per continuare a innovare e crescere".