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10 Marzo 2026 - 18:24
Il rendering grafico del progetto di ampliamento del calzaturificio Mosaicon
VIGEVANO - Negli ultimi anni sentire parlare di calzaturifici che non solo resistono, ma ampliano la propria attività, rappresenta un evento raro. Eppure succede, nonostante la crisi più pesante che ha colpito il settore della scarpa italiana negli ultimi decenni. L’eccezione è rappresentata da Mosaicon, che ha presentato al Comune un progetto che sostanzialmente raddoppia gli spazi occupati attualmente in corso Novara e annuncia l’intenzione di aumentare anche il proprio organico con nuove assunzioni.
È un’operazione in grande stile quella avviata dal calzaturificio, che in questi anni ha consolidato ed esteso la propria attività. L’acquisizione di cascina Invernizzi, separata dall’attuale capannone da uno stretto passaggio, permetterà di creare un collegamento diretto tra i due edifici. La produzione sarà concentrata nell’attuale stabilimento, mentre nella cascina, che sarà recuperata integralmente, troveranno sede in circa 770 mq gli uffici amministrativi, commerciali e di rappresentanza. I due spazi saranno collegati da una serie di vetrate che permetteranno di realizzare un “giardino d’inverno”.

Il rendering del progetto "giardio d'inverno" con il collegamento tra l'attuale capannone Mosaicon e la cascina invernizzi
«Da una parte abbiamo bisogno di maggiori spazi per la produzione - spiega Massimiliano Sandri, titolare dell’azienda - e dall’altra la necessità di creare un’area destinata a rappresentare l’immagine dell’azienda, fattore essenziale quando si tratta con marchi esteri». Il progetto, redatto dallo studio milanese Bellman C14, sarà oggetto di variante Suap al Pgt vigente, vista la destinazione agricola della cascina, ma i tempi saranno brevi (il Comune ha già predisposto gli atti necessari, anche attraverso una delibera di Giunta) e, tempi della Soprintendenza milanese permettendo, i lavori dovrebbero iniziare già a giugno.

Massimiliano Sandri, titolare di Mosaicon
Mosaicon occupa attualmente 230 dipendenti, suddivisi in 4 unità produttive: quella vigevanese dove si producono solo scarpe da donna e quelle acquisite più di recente in Campania (scarpe da uomo), in Veneto (sneaker) e in Tunisia (calzature sportive). Mosaicon è anche socia di due aziende vigevanesi, il tomaificio Punto e il calzaturificio Emos.
Il fatturato, nel 2025, è arrivato a 41 milioni di euro. Per il 2026 l’obiettivo è arrivare a 50. «La parola chiave per crescere? Internazionalizzazione - spiega Sandri - Che per noi significa essere presenti nel mondo, offrirsi come fornitori ai grandi marchi, i quali stanno concentrato la produzione in realtà più grandi, capaci di coprire l’intera gamma di calzature. E poi abbiamo il grande obiettivo di custodire e tramandare la tradizione calzaturiera vigevanese, fatta di capacità artigianali uniche. L’età media dei nostri dipendenti è inferiore ai 30 anni e abbiamo un reparto di giunteria con ben 37 orlatrici. In questi anni siamo riusciti ad assumere lavoratori dotati di grandi capacità, provenienti da fabbriche come Moreschi e Sultana».
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