Con tredici appuntamenti, un pubblico sempre più partecipe e uno sguardo profondo sulla storia e sull’umano, torna a Vigevano la rassegna di Teatro partecipato promossa dalla Cooperativa Sociale Teatroincontro. Un progetto culturale ormai riconosciuto a livello nazionale, sostenuto dalla Fondazione Piacenza e Vigevano e da realtà importanti del territorio come STAV, C.R.M. Gruppo Geo e l’Informatore Vigevanese, che quest’anno animerà l’Auditorium San Dionigi il martedì sera alle 20.30.
La rassegna si apre con un omaggio alla memoria collettiva della città: La storia di Carlo e Luigia (3, 10 e 17 febbraio) racconta Vigevano dai primi del Novecento agli anni Cinquanta attraverso l’intensa vicenda umana di Carlo Natale, fondatore dell’Informatore Vigevanese, e della moglie Luigia Marchesi. Sullo sfondo scorrono la nascita dei calzaturifici, il fascismo, la guerra, la Resistenza e la fondazione del giornale, in un intreccio di storia privata e storia pubblica che restituisce il senso di un’epoca.
Il 24 febbraio va in scena Non si lascia nessun indietro, lo spettacolo dedicato agli alpini che da dieci anni continua a emozionare il pubblico. Il 3 marzo torna Case Popolari, già applaudito al Museo Alda Merini di Milano, mentre il 10 marzo Mimmo Sorrentino presenterà il suo nuovo libro Qualcosa di meglio del dolore, nato dall’esperienza alla Residenza Gruber di Bologna. Il 17 marzo sarà la volta di Le mille e una cura, frutto del lavoro teatrale nel reparto di psichiatria di Vigevano.
Dopo la pausa, la rassegna riprende il 21 aprile con Agenti, spettacolo che ha ottenuto grande attenzione nazionale ed è stato segnalato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il 28 aprile, 5 e 12 maggio spazio a Il teatro come vita – Eleonora Duse, dedicato alla grande attrice nata a Vigevano, interpretata quest’anno da Adriana Busi. Il 19 maggio arriva Senectude, portato in scena da un sorprendente gruppo di otto donne ultraottantenni, mentre la chiusura, il 26 maggio, è affidata a Il volto degli autisti, progetto realizzato con gli autisti STAV di Vigevano.
In scena gli attori di Teatroincontro – Luca Cavalieri, Adriana Busi, Liborio Oresti, Monica Garcia, Gerardo Galantucci – insieme ai gruppi coinvolti nei laboratori di teatro sociale: agenti di polizia penitenziaria, anziani, studenti. Un teatro che, come scrive Oliviero Ponte di Pino, crea «piccole isole di utopia dove fioriscono identità e relazioni», capace di generare emancipazione e consapevolezza.
Un teatro di parola, nel solco del manifesto pasoliniano, che si fa rito culturale condiviso. «Non è solo Teatroincontro – sottolinea Sorrentino – ma tutta la città di Vigevano a dire grazie alla Fondazione Piacenza e Vigevano per il sostegno continuo al progetto». Una rassegna che guarda alla Storia non come nostalgia, ma come punto di partenza per immaginare il futuro.
L’ingresso è libero, con possibilità di sostenere il progetto tramite offerte volontarie. Un invito aperto a tutta la città: perché qui il teatro non si limita a raccontare, ma coinvolge, interroga e trasforma.