Cerca

Sabato

L'horror è in salsa lomellina

La prima assoluta della miniserie “Chi ha ucciso Amy Lee Stein?” presso Ondedurto.Arte

Davide Maniaci

Email:

dade.x@hotmail.it

15 Gennaio 2026 - 17:10

L'horror è in salsa lomellina
2026-01-17 16:00:00 2026-01-17 18:00:00 UTC L'horror è in salsa lomellina www.informatorevigevanese.it

“Cronache Lomelline” è un progetto cinematografico cupo, orrorifico, ispirato alla narrativa del romanziere americano H. P. Lovecraft. Ma allo stesso tempo condito di ironia, attento alle tematiche sociali e soprattutto ambientali. Le vicende si svolgono in una zona immaginaria della Pianura Padana chiamata Lomellina Meridionale. La prima stagione, “Chi ha ucciso Amy Lee Stein?”, composta da dieci episodi, sarà finalmente visibile dal pubblico in un colpo solo: la prima ufficiale verrà proiettata sabato 17 gennaio alle 17 presso la sede di Ondedurto.Arte, collettivo culturale a Vigevano in via Cairoli. L’ingresso è libero. Si tratta della data inaugurale di un tour che toccherà altri luoghi a cavallo tra Lombardia e Piemonte.
La trama è accattivante. «Per quanto le forze dell’ordine e i mass media siano interessati al caso, nessuno sa chi abbia ucciso il celebre poeta Amy Lee Stein. Anche il giornalista Jack Sciacallo indaga sulla vicenda. E di sicuro potrebbe rispondere a molte domande: che mistero nasconde l’abitato di Scuropasso? Chi è il gran maestro del Culto degli Antichi? Veramente la famiglia Foscari intende evocare quella divinità maligna e annientare il genere umano? Ma neppure Jack conosce tutta la verità...».


La casa di produzione è Berlino Mon Amour. Ha sede a Suardi, minuscolo centro della Bassa. Si è da anni specializzata in “cinema muto rock”. Un inedito format nato dalla mescolanza tra film muto di inizio Novecento, b-movies anni ‘70 e sonorità del rock italiano d’autore. “Chi ha ucciso Amy Lee Stein?” è solo la prima stagione di questo ambizioso serial intitolato “Cronache Lomelline”, che si sviluppa su tre stagioni per un totale di 21 episodi. Ognuno di essi consiste di due parti: l’apertura affidata a un narratore, che introduce la vicenda, e il video di una canzone, corredato da immagini in stile film muto. Tra le sue produzioni si segnalano “Le sette vite di Solomon Phillips”, con la partecipazione di Andrea G. Pinketts e Pino Scotto. Ha trovato ospitalità da parte di Ondedurto, associazione che esiste dal 2014 per volere di Giò Marchesi, pittrice dalla carriera cinquantennale che vanta collaborazioni con noti artisti e movimenti d’avanguardia e che organizza all’interno del suo spazio anche momenti culturali (come questo), conferenze, presentazioni di libri.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su L'informatore

Caratteri rimanenti: 400