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Arturo Cirillo rilegge Don Giovanni

Martedì sera al Cagnoni una drammaturgia originale che intreccia Molière, Da Ponte e Mozart

Annalisa Vella

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annalisa@ievve.com

12 Febbraio 2026 - 10:12

Arturo Cirillo rilegge Don Giovanni
2026-02-17 19:45:00 2026-02-17 21:20:00 UTC Arturo Cirillo rilegge Don Giovanni www.informatorevigevanese.it

Martedì 17 febbraio alle 20.45 il Teatro Cagnoni di Vigevano ospita Don Giovanni, lo spettacolo firmato e interpretato da Arturo Cirillo, che affronta uno dei miti più potenti e ambigui della storia del teatro e della musica, intrecciando Molière, Da Ponte e Mozart in una riscrittura personale, visionaria e profondamente teatrale.

Cirillo parte da una passione nata molto presto, alimentata dall’opera mozartiana e maturata negli anni della formazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, per dare vita a un Don Giovanni che è insieme seduttore, attore instancabile e figura tragica lanciata in una corsa senza freni verso il proprio destino. Al centro della scena c’è il rapporto indissolubile tra Don Giovanni e Sganarello, coppia complementare e inseparabile, specchio di una danza vitale e disperata che attraversa tutta la vicenda, dall’omicidio iniziale del Commendatore fino allo sprofondare finale nei fuochi infernali.

Lo spettacolo fonde linguaggi e codici diversi: il comico paradossale e ossessivo di Molière, capace di sfiorare l’assurdo, si intreccia con la poesia, la musicalità e la “drammatica leggerezza” del libretto di Lorenzo Da Ponte, mentre la musica di Mozart, rielaborata da Mario Autore, accompagna e attraversa l’azione scenica, raccontandone al tempo stesso la grazia e l’inevitabile tragedia.

In scena, accanto ad Arturo Cirillo, un cast affiatato composto da Irene Ciani, Rosario Giglio, Francesco Petruzzelli, Giulia Tripletta, Giacomo Vicentini. Le scene di Dario Gessati, i costumi di Gianluca Falaschi e le luci di Paolo Manti costruiscono un universo visivo essenziale e suggestivo, al servizio di una drammaturgia che mette al centro il corpo, la parola e il ritmo.

Don Giovanni diventa così la storia di chi non può fare a meno di giocare, sedurre, recitare, ricominciando ogni volta da capo, fino alle estreme conseguenze. Un mito senza tempo che, nella lettura di Cirillo, parla con forza al presente, restituendo tutta la sua bellezza inquieta e la sua vertiginosa vitalità.

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