Lunedì 2 marzo alle ore 20.30 il Teatro Fraschini di Pavia accoglie Stefano Massini con L’alfabeto delle emozioni, uno spettacolo che è insieme racconto, riflessione e affondo ironico nel cuore del nostro tempo.
“Noi siamo quello che proviamo”: da questa constatazione semplice e disarmante prende avvio un viaggio teatrale che mette al centro il sentire umano, in un’epoca in cui le emozioni sembrano confondersi, sovrapporsi, perdere nome e confini. Massini parte dall’idea di un diffuso analfabetismo emotivo e costruisce un immaginario alfabeto in cui a ogni lettera corrisponde un’emozione: P come Paura, F come Felicità, M come Malinconia. Un catalogo solo in apparenza ordinato, che si trasforma presto in un labirinto affascinante, profondo e sorprendentemente divertente.
Sul palco scorrono storie, ritratti e figure che attraversano epoche e mondi diversi: da Arthur Conan Doyle al pittore Marc Chagall, da Al Capone fino alla moglie di Giosuè Carducci. Personaggi lontani eppure vicinissimi, chiamati in causa per dare corpo e voce a ciò che ci muove da dentro, tra forza e fragilità, slanci e paure.
Un narratore appassionato e trascinante, Massini dipinge l’essere umano con uno stile che mescola leggerezza e profondità, ironia e spiazzamento. Non a caso la Repubblica lo ha definito “il più popolare raccontastorie del momento”. Scrittore e drammaturgo, è l’unico autore italiano ad aver vinto un Tony Award, l’Oscar del teatro americano. I suoi testi sono tradotti in oltre trenta lingue e messi in scena in tutto il mondo, da Broadway alla Comédie-Française.
Il grande pubblico lo conosce anche per la sua presenza televisiva e per le collaborazioni con la Repubblica, dove firma la rubrica settimanale Manuale di Sopravvivenza. Il Financial Times gli ha recentemente dedicato un ampio ritratto internazionale, mentre la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2024, insieme a Paolo Jannacci, con il brano L’uomo nel lampo sulle morti sul lavoro, ha segnato uno dei momenti più intensi e seguiti della rassegna.
L’alfabeto delle emozioni è molto più di uno spettacolo: è un’occasione preziosa per ascoltare, ridere, riflettere e, soprattutto, imparare di nuovo a chiamare le emozioni per nome.
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