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“Le mille e una cura”, il teatro che accende l’esserci

Martedì 17 marzo all’Auditorium San Dionigi si conclude la prima parte della rassegna di teatro partecipato promossa da Teatroincontro

Annalisa Vella

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annalisa@ievve.com

12 Marzo 2026 - 09:21

“Le mille e una cura”, il teatro che accende l’esserci

Gli attori Luca Cavalieri, Gerardo Galantucci, Monica Garcia e Adriana Busi

2026-03-17 19:30:00 2026-03-17 21:00:00 UTC “Le mille e una cura”, il teatro che accende l’esserci www.informatorevigevanese.it

Martedì 17 marzo alle ore 20,30 all’Auditorium San Dionigi di Vigevano con lo spettacolo “Le mille e una cura” di Mimmo Sorrentino e interpretato da Luca Cavalieri, Adriana Busi, Monica Garcia e Gerardo Galantucci si conclude la prima parte della rassegna di teatro partecipato promossa dalla Coop. Sociale Teatroincontro e sostenuta dalla Fondazione Piacenza e Vigevano. Grazie a questo progetto per due mesi consecutivi si è avuto modo di assistere a spettacoli teatrali di qualità che hanno fatto registrare in giorni feriali quasi sempre il tutto esaurito animando così il centro della città di solito di martedì deserto. La rassegna riprenderà martedì 21 aprile con lo spettacolo “Agenti”, che il 30 e 31 marzo sarà al teatro Elfo Puccini di Milano e che con due mesi di anticipo ha fatto registrare il sold out.

«Stiamo cercando di risolvere il problema dell’acustica del luogo - dice Luca Cavalieri -. Non è semplice perché l’auditorium è una chiesa e quindi predisposta per il canto e non per il teatro. Però ci stiamo provando e già con la presentazione del libro di Mimmo della scorsa settimana abbiamo di molto ridotto il problema».

“Le mille e una cura” avrà anche la sua vetrina milanese il 27 di marzo al museo Alda Merini. Lo spettacolo è in un certo senso la continuazione delle riflessioni su teatro e cura che Mimmo Sorrentino ha esposto il 10 marzo nella presentazione del suo nuovo libro (dal 13 in libreria) “Qualcosa di meglio del dolore

«“Le mille e una cura” - dice Sorrentino - nasce al Cra di Vigevano per cui era inevitabile che toccasse il tema della cura e della possibilità del teatro di poterlo esserlo. Io diffido da chi sostiene che il teatro sia una terapia. Una terapia necessita di una persona che abbia dei sintomi e di un professionista in grado di leggerli e di proporre un rimedio o almeno alleviarli. La terapia è propria dell’arte medica e non dell’artista di teatro. Chi partecipa ai nostri laboratori non viene perché spinto da un sintomo, e anche se lo facesse, noi non saremmo in grado di curarlo, per cui gli consiglieremmo di rivolgersi a un medico. Il teatro però può essere una cura. Cura la solitudine. Cura l’egocentrismo, patologia regina dei nostri meri tempi. Fa star meglio. Non cambia le persone, ma le aiuta a essere e a esserci. Proprio come l’innamorarsi. Lo studio. Il lasciarsi rapire dalla bellezza».  

Il titolo dello spettacolo ricalca uno dei più bei titoli della storia della letteratura, “Le mille e una notte”. Mille più uno. Per Borges nessuno ha inventato un’espressione più felice per descrivere l’infinto. «La cura, come ci insegna Heidegger, è un continuo infinito, l’originaria apertura dell’esserci. Curare per curarsi. Apre all’esserci. Ed è questo che accade nello spettacolo. Gli attori in scena nei nostri spettacoli sono un esserci ed è ciò che rende forse i nostri spettacoli vivi e apprezzati».

Per prenotazioni e informazioni: teatroincontrocoopsoc@gmail.com o su whatsapp al numero 351 8589448.

 

 

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