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Concerto di Pasqua al Quirinale: protagonista il pianista mortarese Alessandro Marangoni

Domenica 29 marzo alle ore 11.50: sarà trasmesso in diretta su Rai Radio 3

Annalisa Vella

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annalisa@ievve.com

27 Marzo 2026 - 17:16

Concerto di Pasqua al Quirinale: protagonista il pianista mortarese Alessandro Marangoni

Alessandro Marangoni

2026-03-29 09:50:00 2026-03-29 11:00:00 UTC Concerto di Pasqua al Quirinale: protagonista il pianista mortarese Alessandro Marangoni www.informatorevigevanese.it

Un’eccellenza di casa nostra suona (anche) al Quirinale: il pianista mortarese Alessandro Marangoni. Quarantasei anni, diplomato al Conservatorio di Alessandria, ha debuttato nel 2007 al Teatro alla Scala di Milano e svolge un’intensa attività concertistica come solista e camerista in Europa, Stati Uniti, Asia e Australia. Accanto all’esecuzione, Marangoni si dedica alla progettazione culturale e alla ricerca sul repertorio pianistico tra Otto e Novecento, incidendo tra le altre cose in prima mondiale l’integrale di Rossini (13 CD); è docente al Conservatorio di Novara e direttore artistico dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia.

Ed è proprio con il Coro del Borromeo che in occasione della Domenica delle Palme, nella Cappella Paolina del Palazzo del Quirinale il 29 marzo alle ore 11.50, sarà protagonista del Concerto di Pasqua che verrà trasmesso in diretta su Rai Radio 3, un evento che rientra all’interno della rassegna I concerti del Quirinale. La direzione è di Marco Berrini.

La cornice liturgica e simbolica rende particolarmente significativo il programma dedicato a Franz Liszt, e in particolare l’esecuzione della Via Crucis, legata al tema della Passione. Un appuntamento che vede, al centro, due pagine che appartengono alla stagione più radicale e interiorizzata del compositore: l’Ave Maria da Armonie poetiche e religiose e la Via Crucis per soli, coro e pianoforte. Se l’Ave Maria unisce una melodia essenziale a una scrittura armonica ricca e contemplativa, la Via Crucis rappresenta uno dei vertici più sorprendenti dell’Ottocento. Si tratta di un percorso in quattordici stazioni dove Liszt rinuncia a ogni enfasi teatrale, alternando testi latini, corali luterani e interventi strumentali in un tessuto scarno e modernissimo.

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