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L’operazione
16 Febbraio 2026 - 16:20
Ha commesso una rapina ai danni di una donna di 75 anni in via Montebaldo a Vigevano lo scorso giovedì e due giorni prima, con le stesse modalità, ne aveva messa a segno un’altra in via Ippocrate, ai danni di una 46enne. È stato arrestato dagli agenti della polizia di Stato di Vigevano, coordinati dal commissario Vincenzo Giliberti, un cittadino tunisino di 21 anni, irregolare sul territorio italiano per aver commesso entrambi gli episodi. Nel corso dell’udienza direttissima il giudice ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.
L’operazione, nei dettagli, è scattata lo scorso giovedì, quando la polizia ha individuato il tunisino subito dopo la rapina ai danni della 75enne intorno alle 9 del mattino. La vittima era stata aggredita mentre stava salendo a bordo della propria autovettura. Un giovane, descritto dalla donna come presumibilmente nord-africano, la spintonava violentemente scaraventandola contro il veicolo, poi si è impossessato della borsa e si è dato alla fuga. I poliziotti, dopo aver allertato i soccorsi sanitari, si sono subito messi sulle tracce del rapinatore perché nella borsa sottratta erano custodite delle carte bancomat e prepagate. Hanno messo sotto sorveglianza gli sportelli bancomat e l’intuizione si è rivelata decisiva visto che alle Poste hanno individuato un soggetto corrispondente alla descrizione che stava cercando di utilizzare una tessera bancomat poi risultata appartenere alla vittima. Il ragazzo tunisino è stato trovato in possesso di tutti i beni sottratti alla signora e anche di uno spray al peperoncino. Vista la dinamica dell’aggressione simile in tutto e per tutto a quella avvenuta in via Ipprocrate, sempre a Vigevano, due giorni prima, i poliziotti hanno attribuito all’arrestato anche la rapina del 10 febbraio. Anche in quell’occasione il rapinatore ha atteso che la donna salisse sulla propria auto per poi aggredirla violentemente (spruzzando lo spray al peperoncino al fine di renderla inoffensiva) e sottrarle la borsa. La dinamica analoga e il ritrovamento dello spray al peperoncino indosso all’arrestato hanno da subito fatto pensare che il rapinatore potesse essere la stessa persona. Ipotesi che ha trovato riscontro nei successivi accertamenti di polizia giudiziaria e davanti al giudice per la convalida dell'arresto.
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