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Trakai, quando dal lago spunta un castello

Un paesaggio senza uguali in Lituania, location ideale per film o serie fantasy. E qui si mangiano cose che non si trovano più in nessun’altra parte del mondo

Davide Maniaci

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dade.x@hotmail.it

22 Settembre 2023 - 22:37

Trakai, quando dal lago spunta un castello

Se qualche regista si avventurasse mai sullo stretto lembo di terra, circondato dal lago, avrebbe l’ispirazione per un sequel della serie tv “Il trono di spade” o simili. Se invece lo facesse un semplice turista, oltre a panorami da fiaba troverebbe un paesaggio incontaminato, fresco anche ad agosto, con innumerevoli sentieri adatti al trekking da cui spuntano case coloratissime e un castello di colore rosso intenso a sorvegliare tutto. Trakai è appena a 28 chilometri da Vilnius, in Lituania, 40 minuti di treno o di autobus. Fino al 1400 circa fu la prima capitale della Lituania.

In questo paesino esiste ancora una comunità di Caraiti, popolazione di ceppo turco che è arrivata da chissà dove in Russia e si è rifugiata qui. Hanno ancora le loro abitazioni tipiche, a tinte sgargianti e con l’ingresso laterale, e la loro cucina. A Trakai si mangiano cose che non si trovano più in nessun’altra parte del mondo, ricette che fondono Asia centrale ed Europa dell’Est. Tutti cercano i kibinai. Fagottini di pasta sfoglia ripieni di carne e spezie e poi fritti. La farcia sarebbe di montone, ma per i palati più delicatini la fanno anche di pollo. Il sapore ricorda quello di uno jiaozi cinese fritto. Come lo ha definito chi scrive al momento dell’assaggio, «quello che un turcomanno farebbe con un raviolo orientale».

Ma Trakai è bellissima anche a stomaco vuoto. Circa due chilometri di sentiero a costeggiare il lago Galvè, azzurrissimo (e gelato d’inverno), vento, una luce che a luglio dura fino alle 22 inoltrate. A un certo punto si arriva al castello: dopo non c’è più niente, solo acqua.

Certo, è ricostruito, ma moltissime altre attrazioni ben più celebrate sono finte. Non importa. Raggiungerlo è come piantare una bandierina in uno dei pochi luoghi non ancora invasi dal turismo di massa e, soprattutto, vedere dal vivo uno scenario da cartolina.

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