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i consigli dell'esperto

Fari troppo forti? Non sempre è colpa delle auto: spesso è la nostra vista

L'optometrista Fabio Brini: «In molti casi è il sistema ottico con cui osserviamo la strada – cioè l’insieme formato dall’occhio e dagli occhiali – a influenzare la qualità della visione notturna»

Annalisa Vella

Email:

annalisa@ievve.com

19 Marzo 2026 - 18:00

Negli ultimi anni sempre più automobilisti riferiscono lo stesso problema: guidare di notte è diventato più faticoso. I fari delle auto che arrivano in senso opposto sembrano troppo intensi, abbaglianti, a volte quasi accecanti. Molti attribuiscono la responsabilità esclusivamente alle nuove tecnologie di illuminazione delle automobili, in particolare ai fari a LED, oggi molto più potenti rispetto al passato.

In realtà, dal punto di vista optometrico, la questione è più complessa. In molti casi il fastidio provocato dalle luci notturne non dipende soltanto dai fari delle altre auto, ma anche da come il nostro sistema visivo riesce a gestire la luce. Quando la qualità della visione non è perfetta, la luce tende a diffondersi maggiormente all’interno dell’occhio. Il risultato è che le sorgenti luminose, come i fari delle auto, non vengono percepite come punti definiti ma possono generare aloni, bagliori o le tipiche “stelle” luminose intorno alla luce. Questo fenomeno aumenta la sensazione di abbagliamento e rende la guida notturna più stancante.

Una delle cause più frequenti è la presenza di piccoli difetti visivi non corretti o non aggiornati. Un lieve astigmatismo, una miopia iniziale oppure una correzione non più adeguata possono peggiorare sensibilmente la qualità della visione in condizioni di scarsa illuminazione. Durante il giorno questi difetti possono passare quasi inosservati, ma di notte diventano molto più evidenti.

Un altro fattore spesso sottovalutato riguarda gli occhiali stessi. Molte persone guidano con lenti che hanno ormai diversi anni di utilizzo e che possono presentare micrograffi o trattamenti antiriflesso deteriorati. Anche piccole imperfezioni sulla superficie della lente possono diffondere la luce e amplificare l’effetto di abbagliamento provocato dai fari.
Per questo motivo è importante non considerare il problema esclusivamente come una questione legata alle automobili. In molti casi è il sistema ottico con cui osserviamo la strada – cioè l’insieme formato dall’occhio e dagli occhiali – a influenzare la qualità della visione notturna.

Dal punto di vista della sicurezza stradale, la capacità di gestire l’abbagliamento è un aspetto molto importante. La normativa che regola l’idoneità visiva alla guida non prende in considerazione soltanto l’acuità visiva, cioè i cosiddetti “decimi”, ma anche altri parametri come la visione crepuscolare, la sensibilità al contrasto e la capacità di recupero dopo l’abbagliamento. In altre parole, non basta vedere bene le lettere sul tabellone dell’esame visivo: è altrettanto importante valutare quanto rapidamente l’occhio riesca a recuperare una visione normale dopo essere stato colpito da una luce intensa, come quella dei fari di un veicolo che arriva in senso opposto.

Questi test sono previsti dalle normative che definiscono i requisiti visivi per la guida. Tuttavia, nella pratica quotidiana, durante molti rinnovi della patente le verifiche si limitano spesso alla lettura dell’ottotipo, mentre la valutazione della sensibilità all’abbagliamento viene eseguita raramente.
Questo significa che una persona può risultare formalmente idonea alla guida pur avendo qualche difficoltà nella gestione delle luci notturne.

Nel video, i consigli dell’esperto: l’optometrista Fabio Brini, titolare di Ottica Brini in via Dante 10 a Vigevano. Per approfondire anche altri argomenti: https://www.youtube.com/@FabioBriniOpto

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