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Vigevano

Spaccata in casotta: rubano solo qualche bottiglia, ma i danni superano i mille euro

L'ipotesi del baby ladro, la frustrazione dei proprietari ("ormai nessuno lascia niente dentro") e l'appello al parco del Ticino: "per favore, intervenite"

Davide Maniaci

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dade.x@hotmail.it

11 Maggio 2025 - 15:51

Spaccata in casotta: rubano solo qualche bottiglia, ma i danni superano i mille euro

Il bottino è miserrimo, ridicolo: le tre birre rimaste in frigo, una bottiglia di olio d'oliva, una di liquore. Questo perché ormai nessuno lascia niente nelle casotte, regolarmente depredate dai soliti ignoti in una situazione in cui per i malviventi sembra quasi troppo facile. A tarda notte, nella zona a ridosso del Ticino, non c'è nessuno. Niente sorveglianza, niente guardiania, niente sbarre che delimitano l'accesso. Nulla di nulla, e per i ladruncoli è grande festa. Il signor Franco Brugola, ragioniere in pensione, ex direttore di banca, volto abbastanza noto a Vigevano, possiede la sua casotta in zona ramo delle Streghe da 32 anni. Gli saranno entrati almeno venti volte.

L'ultima risale alla notte tra venerdì e sabato. "Mi hanno rovinato perfino la festa della mamma". Il progetto era di andare tutti lì, oggi, e fare baldoria approfittando del sole. Hanno trovato l'inferriata divelta e il muro spaccato. Refurtiva minuscola, si diceva, ma danni ingenti: almeno 1200 euro tra fabbro e muratore, per riparare tutto. "Per fortuna - aggiunge Brugola - che sono assicurato. Ma la sensazione di frustrazione rimane. Mio figlio Andrea ha scoperto tutto e gli veniva da piangere. Lui ormai, vista la mia età, porta avanti la manutenzione della casotta". Brugola ha chiamato il 112, la polizia di Stato è arrivata subito ("efficientissimi: dopo un quarto d'ora gli agenti erano sul posto") e domani raccoglierà la denuncia.

L'ipotesi del padrone di casa, inquietante, che dovrà ovviamente venire confermata dagli inquirenti, è che all'effrazione possa aver partecipato anche un bambino. Questo perché è impossibile per un uomo adulto infilarsi tra le sbarre, che poi sono state divelte così come parte della parete: serviva davvero spaccarla? Ma chiunque sia stato, ha puntato una delle costruzioni più belle (esteticamente) in un orario in cui era sicuro di non essere disturbato. "Ormai - prosegue il ragioniere - nessuno lascia più nessun oggetto all'interno. Negli anni mi hanno portato via di tutto, anche la macchinetta del caffè". Questo perché, come aveva già chiarito la vittima, non ci sono deterrenti. "La sbarra che dovrebbe impedire l'accesso ai veicoli - conclude - è rotta e quindi sempre aperta, e nessuno la ripara. Non ci sono telecamere. Il guardiaparco non passa più: un tempo faceva un giro due o tre volte a settimana, e quindi tutti sapevano che c'era. Malintenzionati compresi. Il mio è un appello a Ismaele Rognoni, presidente del parco del Ticino e vigevanese: prenda i provvedimenti che può, non lasci che il ramo delle Streghe resti terra di nessuno. Naturalisticamente è un posto meraviglioso". L'associazione Amici del ramo delle Streghe, di cui Brugola era presidente, provvede a sistemare con la ruspa a proprie spese l'ultimo tratto di strada, per mantenerlo agibile. Ma loro sono volontari. Non basta.

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