Cerca

Vigevano

«Chi esce da qui conversa in cinese»: dopo cinque anni il Cairoli tira le somme del liceo Linguistico

Quest'anno i primi diplomati

Davide Maniaci

Email:

dade.x@hotmail.it

26 Luglio 2025 - 17:00

«Chi esce da qui conversa in cinese»: dopo cinque anni il Cairoli tira le somme del liceo Linguistico

Cinque anni fa c’era ottimismo, ma anche un minimo di inquietudine perché sarebbe potuta andare in mille modi. Invece, adesso che le prime due quinte del liceo Linguistico al Cairoli si sono diplomate, si può tirare un sospiro di sollievo. E anche tracciare un bilancio. Le iscrizioni, innanzitutto: nel 2020-21, primo anno d’istituzione dell’indirizzo, ha visto la stessa cinquantina di iscritti del prossimo, il 2025-26. E va bene.
«Il livello di uscita – spiega il professor Filippo Bonazzoli, uno dei due al Cairoli (l’altra è Chiara Lepri) insieme a una lettrice madrelingua – si attesta intorno a un B1 per la maggior parte dei ragazzi, mentre qualcuno riesce ad arrivare anche a un B2. Quindi riesce a sostenere una conversazione su disparati argomenti del quotidiano e non. Dai riscontri che ho avuto da parte delle famiglie mi sembra che la maggior parte sia contenta che la propria figlia, o il proprio figlio, abbia intrapreso questa sfida molto interessante».

Filippo Bonazzoli


Interessante, ma non priva di insidie. «Sicuramente – chiarisce il docente – la pronuncia cinese è parecchio complessa, in quanto prevede dei suoni completamente diversi dall’italiano, ma la scrittura è sicuramente il tallone d’Achille di molti studenti. Richiede molta dedizione e impegno, quindi cerchiamo di fornire il più possibile tutti gli strumenti che possono aiutare gli alunni e testiamo costantemente l’acquisizione dei caratteri, cercando anche di comprendere il carico di lavoro richiesto da un liceo linguistico».
Se imparare l’inglese non può prescindere da un viaggio nel Regno Unito (o a Malta, o in Irlanda, o dovunque mastichino la lingua di Shakespeare), di certo non è così agevole organizzarne uno nell’ex Celeste impero. «Non è prevista – spiega il docente – una vera e propria gita in Cina. Abbiamo proposto un viaggio studio programmato per settembre 2024 di due settimane, mentre nell’anno appena concluso non è stato proposto. Penso che faremo ad anni alterni, dobbiamo ancora definire bene essendo un viaggio complicato da allestire, in primis dal punto di vista burocratico. Abbiamo già organizzato e organizzeremo comunque altri tipi di attività per tutte le classi».
«Nel 2020 – tira le somme Bonazzoli – le previsioni erano molto ottimistiche, e devo dire che negli anni successivi abbiamo avuto grandi conferme sotto questo punto di vista. Dopo cinque anni stiamo uscendo dalla fase iniziale di questo indirizzo, abbiamo ancora progetti e innovazioni “nel cassetto”. Chiarisco anche l’importanza dell’inglese. Chi esce da un liceo senza sapere il cinese ma sapendo l’inglese è comunque un cittadino del mondo a tutti gli effetti».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su L'informatore

Caratteri rimanenti: 400

Edicola Digitale