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La storia

Stefano Alessandrino: il sogno americano diventa realtà

Il coreografo sta per debuttare a Broadway. Un giramondo che ora si gode i teatri più prestigiosi

Davide Maniaci

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dade.x@hotmail.it

26 Luglio 2025 - 10:00

Stefano Alessandrino: il sogno americano diventa realtà

Sta vivendo il sogno americano a Broadway, la via di New York dei quaranta teatri, delle luci scintillanti, della vita che non dorme mai e dei ritmi forsennati che possono farti passare dal successo all’oblio in pochi secondi. Stefano Alessandrino, coreografo vigevanese, conta i giorni prima dell’esordio del “suo” spettacolo, “Lord Nil Seven Deadly Sins”. La prima sarà domenica 27 luglio allo Stage 42, celebre teatro sull’omonima strada.
I manifesti sono ovunque, le pubblicità girano sui taxi gialli. Lui, per ora, dorme bene, senza badare ai giorni che passano fino alla serata clou della sua intera carriera, finora. Il fuso orario rende il contatto non così agevole. La grande disponibilità di Alessandrino compensa. Quarant’anni a settembre, nato e cresciuto qui, balla da sempre. «La mia maestra - spiega - è Marcella Previde Massara. Ero il suo unico allievo maschio. Quando avevo 16 anni ho poi iniziato a vedere com’era il mondo fuori, principalmente Milano, grazie a mio padre che si è sacrificato per accompagnarmi a ogni singola lezione». Ne è valsa la pena: la nave da crociera Royal Caribbean, di stanza a Miami, l’ha voluto con sé all’età di 19 anni e lui è partito, senza parlare l’inglese. Cinque anni a bordo come ballerino e poi il ritorno in Europa lavorando in Svizzera e in Francia. «Qui aprimmo il primo “cabaret parigino” sulle Alpi, per i ricchi, in mezzo alla neve». L’ulteriore esperienza sulle navi della Norwegian Cruise Line gli ha finalmente concesso di fare il grande salto e di diventare direttore artistico.


La direttrice artistica Patricia Wilcox, incontrata lì, è stata la sua mentore. Poi, grazie alla sua bravura, è entrato nel mondo dorato di Broadway. Lei lo ha voluto per un suo spettacolo e la collaborazione è continuata, tanto che anche nel prossimo, “Lord Nil Seven Deadly Sins”, ormai Alessandrino ha un doppio ruolo indispensabile: coreografo e “resident director”. Il protagonista è Lord Nil, che in realtà è Simone Gatti ed è un escapologo, cioè un artista che si libera da costrizioni fisiche in modo spettacolare. Il regista si chiama Alberto Oliva. Insomma, come spesso succede l’eccellenza italiana va all’estero e conquista il mondo. «Lo spettacolo - aggiunge il vigevanese - è un viaggio estremo nei sette peccati capitali, che fonde escapologia danza e musica in un’esperienza immersiva mozzafiato, dove il protagonista rischia realmente la vita ogni sera». Poi seguirà una lunga tappa a Las Vegas, della quale però non si possono ancora rivelare i dettagli.


Da buon vigevanese, Stefano Alessandrino non ha mai abbandonato del tutto le sue origini. Lui infatti è una delle anime di Urban Gravity, accademia cittadina di arti circensi contemporanee e danza con sede nel polo Ugart, diretta da Veronica Testa. La collaborazione decennale ha rappresentato per lui un altro trampolino. «Ora il sogno - conclude - è, dopo la “sbornia” americana, tornare in Italia e sfruttare il mio nome per essere una stella nel mio settore anche qui, vicino ai miei affetti».

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