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L'appello
06 Agosto 2025 - 20:30
L’unica soluzione sembra quella di vendere tutto. Un tempo brulicava di persone il centro ricreativo dedicato a padre Pianzola, in via Amendola: è la strada principale di Zeme da dove si passa per forza, che coincide con l’ex statale 494. Adesso invece è deserto. Il bar al suo interno, che dava sulla strada, ha le serrande chiuse. Uno scenario malinconico, tipico dei paesi rurali, con la vetrina sbarrata e nessuno in giro lì nei pressi, mentre il sole batte sull’asfalto rovente.

Don Giancarlo Vergano
La proposta di disfarsene previo compenso, non senza una punta di amarezza, è del parroco di Zeme, don Giancarlo Vergano. La parrocchia possiede infatti l’ampio immobile al civico 11. Da circa un quinquennio tutto è deserto. Vuoto. Nessuno fa più gol in quelle porte da calcetto.
«Attualmente – spiega il sacerdote, in quello che sembra davvero un annuncio immobiliare – l’edificio non è utilizzato ed è disponibile per la vendita. Di per sé, pur avendo bisogno di non pochi lavori di vario genere, offre diverse e molteplici possibilità: bar, tabaccheria, edicola, pizzeria e soprattutto tutta l’attività inerente il pallone». Per la parrocchia e il paese di Zeme è stato per tantissimi anni un punto di aggregazione giovanile e per gli stessi adulti. Era un centro di vita, era un luogo vivo. Ora purtroppo nessuno lo usa.
«La struttura dedicata al beato Pianzola – prosegue don Vergano – era l’oratorio maschile di Zeme. Quando la società era diversa, qui ne avevamo addirittura due. L’altro, il femminile, è l’attuale unico oratorio in uso, il San Luigi. E menomale che tanti volontari appassionati, a cui sono grato, permettono che funzioni bene. Di fatto, io sono lieto che almeno ce ne sia uno. Due sono veramente troppi».

Il bar, l’ultima struttura ad essere dismessa, ha avuto diversi gestori. La pandemia ha “sconfitto” l’ultimo. Il parroco ha coinvolto due agenzie immobiliari della zona, e lo specifica. «Il prezzo è trattabile. Basso, e anche trattabile». Del resto ormai questo enorme edificio pieno di stanze vuote è un peso. «Dobbiamo pagare l’Imu – conclude don Giancarlo – e provvedere alla manutenzione. Ormai le parrocchie, e lo dico con rammarico, meno possiedono e meglio è, perché le finanze sono all’osso».
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