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Cilavegna
31 Agosto 2025 - 09:00
Il campo è invisibile dalla provinciale che porta da Cilavegna ad Albonese: poco prima del passaggio a livello bisogna girare a sinistra in una strada sterrata, ma è inutile anche provarci se non si conosce esattamente dove comuncia quella radura, per poter entrare con l’auto e posteggiare.
Lì si trova sempre qualcuno del Gavn, il gruppo aeromodellistico Vola con Noi Cilavegna, che ha sede in questo terreno che il Comune gli concede. Loro, in cambio, se ne occupano: tagliano l’erba, principalmente, e si ritrovano in tutti i fine settimana e a volte anche di più, purché non piova, per far volare gli aerei. «L’età media – chiarisce il presidente Gabriele Fachin, che lavora in un’azienza farmaceutica, vive a Cilavegna da trent’anni ma a suo dire non conosce nessuno – è altina. Siamo una decina, molti pensionati. Ma piuttosto che stare al bar, ritengo che questo sia un passatempo sano. Perché non ci sono i giovani? Perché non hanno pazienza». Fachin invece ne ha: con polistirolo e balsa nella sua cantina costruisce modellini in grado di volare. Li dipinge, gli mette il motore, li collauda. «Sembra facile, ma provi a farlo lei: non riuscirebbe a tenerlo in area per più di tre secondi». Ed è vero. L’associazione si era dovuta fermare per motivi burocratici. Ora si è ricostituita «senza scopo di lucro» per essere conforme alla legge. «Ma di certo nessuno era qui per guadagnarci nemmeno prima. Si tenga conto che tutto ciò che vola è sotto l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile. Quindi siamo molto rigorosi nell’altezza massima e soprattutto nella distanza. Si vola qui sopra, punto e basta».

E, allo stesso modo, non si organizzano gare e manifestazioni perché la struttura è a dir poco spartana. Una manica a vento da cambiare ogni anno per l’usura, una tettoia sconnessa, qualche tavolo. Alcune sedie. Il bagno… è il margine del campo stesso. «Ma tutti – chiarisce Fachin – sono i benvenuti. Chi viene a trovarci riceve nozioni su come si pilota un modellino di aereo, e consigli. La passione si tramanda di padre in figlio. Gli unici bambini sono figli o nipoti di soci, o di amici. Uno ci ha dato grandi soddisfazioni, perché si è iscritto a una scuola di aeronautica». Visto che questo campo di 125 metri per 25 circondato da mais è davvero remoto, e l’unico cartello che può dare una mano è spesso coperto dall’erba o divelto dai trattori, chi vuole andarci fa prima a telefonare. Ma ad occhio e croce, se la giornata è serena, qualcuno lo trova sempre soprattutto al mattino. Come Fachin, sessantunenne. O come Giuseppe Manazza, anni 85, che ancora disegna aerei su carta millimetrata lunghi anche quattro metri. Carica i pezzi nel baule dell’auto e li monta lì. «Il costo – spiega il presidente – non è eccessivo. Con 250 euro ce la si cava, comprando tutti i pezzi. Proprio il fatto di portare avanti un passatempo relativamente economico ci permette di sopravvivere. Ogni tanto abbiamo il nostro stand durante la sagra dell’Asparago». Ma pochi li notano. Intanto, mentre Gabriele Fachin descrive modelli dai nomi “Ms Atlantic” e materiali come il depron, isolante termico apprezzato, e li fa volare, il resto è immobile. Si sentono solo il ronzio delle zanzare, qualche cicala e in lontananza, dal paese, le campane.

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