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18 Ottobre 2025 - 21:40
Pretendeva di essere visitato subito, saltando la fila. Non è successo e ha reagito distruggendo tutto. Sabato 18 ottobre alle 15,30 un 35enne, marocchino, è arrivato al pronto soccorso dell’ospedale civile di Vigevano col braccio ingessato. C’era da aspettare, perché (così gli hanno riferito i medici) bisognava dare priorità a casi più gravi del suo. Lui ha dato in escandescenze e ha rotto in mille pezzi il vetro che divide la sala d’attesa dal triage. Il personale si è scansato in tempo, e quindi non ci sono stati feriti. Per bloccarlo sono intervenuti i carabinieri della compagnia cittadina supportati dalla polizia locale, con tre vetture. I militari lo hanno poi fermato e condotto in caserma, dove gli è stato notificato l’arresto per il reato di danneggiamento aggravato e interruzione di pubblici servizio in attesa del processo per direttissima, previsto per lunedì mattina. La sentenza ha stabilito la convalida dell'arresto e la disposizione della misura cautelare dell'obbligo di firma per tre volte a settimana.
L’episodio ha creato disagi per tutto il pomeriggio. Gli altri pazienti sono fuggiti, terrorizzati, dalla sala d’aspetto e gli accessi al pronto soccorso sono stati fermati per ore. Uno scenario di devastazione: l’Asst di Pavia ha disposto il sopralluogo. Si doveva consentire il riparamento del danno, che pare ingente, e fare in modo che infermieri e medici si riprendessero dallo choc.

Il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, ha reagito con una nota pubblicata domenica pomeriggio sul suo profilo Facebook.

Anche il ministro Matteo Salvini è intervenuto.
Arianna Spissu, capogruppo Pd a Vigevano, commenta l'episodio. "Per l'ennesima volta, il Pronto Soccorso viene preso d'assalto. E, per l'ennesima volta, chi ci lavora si trova ad affrontare situazioni di pericolo immediato senza alcuna reale tutela in materia di sicurezza. A medici, infermieri e operatori va tutta la nostra solidarietà: come si fa a lavorare così?
A gennaio del 2024 era stato annunciato un presidio di Polizia di Stato in Pronto Soccorso, definito da Molteni "un ulteriore risultato, in un territorio importante, del processo di potenziamento in atto in tutto il Paese, finalizzato a tutelare luoghi come gli ospedali e altri siti sensibili, voluto da Governo e Viminale e ottenuto grazie all’impegno del Ministro Piantedosi".
Peccato che il presidio sia operativo solo dalle 8 alle 20, dal lunedì al venerdì. Perché, si sa, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi: così i momenti più critici e sensibili sono sguarniti e il personale è lasciato solo. A chi devono chiedere conto questi lavoratori e queste lavoratrici per il pericolo corso ieri? E i cittadini che accedono al PS con quale serenità possono farlo sapendo che se qualcuno dovesse dare in escandescenze il presidio delle ffoo potrebbe non essere attivo?
Basta proclami. Serve lavorare concretamente, con serietà e continuità per garantire la sicurezza di luoghi così sensibili.
Non servono grandi riforme: basterebbe iniziare a non lasciare sotto organico né il personale sanitario né le forze dell’ordine".
Piero Marco Pizzi, Vigevano prima di Tutto, ha inviato un comunicato.
"Pronto soccorso di Vigevano: ennesimo episodio di violenza. Dov’è il presidio fisso delle Forze dell’Ordine promesso da anni? L’ennesimo episodio di violenza al pronto soccorso di Vigevano — dove un cittadino tunisino ha sfondato una vetrata — ripropone con forza un tema che denunciamo da tempo: la totale mancanza di sicurezza all’interno e nei pressi del presidio ospedaliero. È da anni che si parla dell’attivazione di un presidio fisso delle Forze dell’Ordine presso il pronto soccorso, più volte annunciato e confermato. Eppure, ad oggi, di questo presidio non c’è traccia. Ci domandiamo dove sia, perché non sia stato ancora attivato e cosa stia facendo in merito l’assessore alla sicurezza. La città non può più assistere in silenzio a questi episodi ricorrenti, che mettono a rischio operatori sanitari e cittadini. Vigevano merita risposte e azioni concrete, non solo promesse".
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