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Vigevano

Pestato dal branco, in tanti contro uno, in pieno centro. La testimonianza di un 25enne

L'episodio risale a metà novembre, adesso la vittima ha deciso di parlarne. Per lui, lo choc e 25 giorni di prognosi. Indaga la polizia di Stato

Davide Maniaci

Email:

dade.x@hotmail.it

29 Novembre 2025 - 14:27

Pestato dal branco, in tanti contro uno, in pieno centro. La testimonianza di un 25enne

«Ho rischiato di morire». Il branco lo ha pestato e massacrato, tanti contro uno, anche quando lui era a terra. E, soprattutto, senza aver fatto niente di male. Solo per miracolo il ragazzo, 25 anni, che vive in un paese della Lomellina, è qui a raccontarlo. L'aggressione, violentissima, risale alla notte tra il 15 e il 16 novembre nel pieno centro di Vigevano. La vittima, riavutasi dallo choc, ha sporto denuncia al Commissariato e ha deciso di raccontarla. «Lo faccio - chiarisce - perché non immaginavo che in giro ci fosse così tanto schifo. È toccato a me, che sono un ragazzo non tranquillo ma di più». 

«Intorno alle 2 di notte siamo arrivati, io e il mio amico, in via del Popolo per bere qualcosa. Siamo usciti alle 3,15 e, a piedi, attraversando piazza Ducale, ci siamo diretti in via Rocca Vecchia dove avevo lasciato l'auto. A metà strada abbiamo visto due persone che ci indicavano, abbiamo chiesto se ci fossero problemi e loro, in un italiano molto strano, hanno risposto di no. Giunti al parcheggio ci siamo accorti di 10 o 12 persone, tra cui quelli di prima, che ci correvano incontro. Siamo fuggiti, dividendoci. Sono stato raggiunto e colpito. Mentre ero a terra sentivo altre botte sul corpo e in faccia. Sono riuscito a rialzarmi, ero senza una scarpa e senza il telefono. Ho provato ad andarmene, ma ho ricevuto un altro cazzotto sul volto. Ho chiesto di chiamare il 118, perché mi girava la testa e vedevo poco». Uno del gruppo, con in mano il cellulare del ragazzo, ha chiesto di mostrargli la foto ed il numero di telefono dell'amico che era fuggito dall'altra parte. «Io - prosegue il 25enne - ho mostrato il contatto. Lui con il suo cellulare ha fatto una foto alla fotografia del mio amico ed al suo numero di telefono. Io chiesto a due ragazzi ed una ragazza che erano lì vicino di chiamare i soccorsi ma questi erano intimoriti dal gruppo che mi aveva appena pestato».

Vedendo un'auto arrivare e credendo che fosse quella della polizia, il branco si è dissolto. Gli stessi ragazzi che stavano passando a quel punto hanno aiutato il poverino, accompagnandolo a piedi fino al pronto soccorso dell'ospedale civile. «Lì sono stato medicato e dimesso con 5 giorni di prognosi, mentre il mio amico arrivava lì accompagnato dalla polizia. Mio padre mi ha riportato a casa. Sono poi tornato all'ospedale l'indomani per una visita più approfondita, che ha rivelato due costole incrinate. La prognosi si è così alzata a 25 giorni».

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