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21 Gennaio 2026 - 18:49
Pietro Drovanti (in foto) durante una discesa di quest'anno in Coppa Europa con la maglia Azzurra.
Si chiude con un sontuoso secondo posto sul circuito di St. Moritz (Svizzera) per l’ultima gara di Coppa Europa la stagione di Pietro Drovanti. Il venticinquenne atleta di Cassolnovo ha terminato il proprio percorso invernale in Engadina al secondo posto con il tempo di 2’18”63 piazzandosi dietro il russo Vladislav Semenov; completa il podio l’austriaco Alexander Schlintner con 2’18”69.
Un argento che suggella una stagione complessivamente positiva per Drovanti, in quanto nelle ultime settimane non sono mancati diversi punti di prestigio. Tra le altre soddisfazioni che si è tolto l'Azzurro si trova il terzo posto sulla pista sassone di Altenberg (Germania) oltre a due "podi lunghi" a Winterberg e Lillehammer (Norvegia). In Coppa Europa, in particolare, Pietro è stato sempre capace di restare nei primi dieci piazzamenti, come dimostra il ranking finale con 440 punti (8° posto) risultando così il miglior italiano della delegazione scelta dalla FISI sotto l'egida del direttore tecnico Maurizio Oioli.

In foto: Pietro Drovanti su un circuito di skeleton. L'atleta lomellino è stato il migliore degli italiani in Coppa Europa
«Sebbene la qualificazione a Milano-Cortina 2026 sia sfumata per poco - racconta Drovanti - mi ritengo molto soddisfatto, perché sono stato il migliore Azzurro in Coppa Europa. Il lavoro costante incentrato su un percorso più che nella preparazione singola alle gare ha dato buoni frutti». Un percorso, quello svolto dall'atleta lomellino, che ha svolto "sulle proprie gambe" in quanto ha gareggiato come privato cittadino e non come affiliato ad un gruppo sportivo militare. «Non finirò mai di ringraziare gli sponsor che hanno voluto sostenermi come Rodini Rental System e Golf Club Vigevano - aggiunge - senza i quali non sarei andato così lontano».
Il cammino di Pietro tuttavia non si ferma qui perché accompagnerà la delegazione italiana alle Olimpiadi invernali come apripista delle gare presso la pista "Eugenio Monti" recentemente ristrutturata per l'evento. «Può sembrare un ruolo non così di prestigio in quanto non gareggerò come i miei alti compagni Amedeo Bagnis e Mattia Gaspari - sottolinea - ma non lo è. Il ruolo di apripista, infatti, ha il compito di scendere per primo rispetto per "testare" il circuito e le sue condizioni. Responsabilità non certo facile, ma ti aiuta a stare sul pezzo. La cosa che però mi riempie di fierezza - prosegue Drovanti - è il fatto che il vero fuoriclasse all'interno del nostro gruppo è il gruppo stesso. Ci sosteniamo a vicenda e competiamo allo stesso tempo».
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