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una tradizione di famiglia

Basket, sulle orme del padre: la storia di Niccolò Bommarito

Il "figlio d'arte" sta completando il percorso nelle giovanili della Fortitudo. Con un sogno per il futuro...

Mattia Bianchi

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mattiabianchi96@yahoo.it

13 Febbraio 2026 - 17:00

Basket, sulle orme del padre: la storia di Niccolò Bommarito

In foto: Niccolò Bommarito in azione con la maglia delle giovanili Fortitudo Bologna

Quando il basket è una tradizione di famiglia. Lo sa bene la famiglia Bommarito; negli anni ’90 Andrea era tra le fila della Cat Vigevano come playmaker di talento in Serie C ed oggi suo figlio Niccolò – appena maggiorennenello stesso ruolo ripercorre le sue orme nelle giovanili nella Fortitudo Bologna. Una passione quella per la palla a spicchi che oltre ad essere trasmessa dall'ex CAT, è iniziata all’età di 7 anni presso la Nazareno Carpi, polisportiva che comprende altre discipline oltre al basket che ha sede nell'omonima cittadina in cui risiede.

«La società Nazzareno mi ha fatto fare i primi palleggi – racconta – e dopo una parentesi nel calcio ho ripreso intorno agli 11 anni». Con l’avvento delle superiori, la chiamata della Effe” e l’avvio ad un mondo completamente nuovo per lui. Non solo a livello di strutture più moderne e importanti, ma anche di preparatori qualificati. «Fino ai 15-16 anni ci allenavamo al palaDozza, ora siamo nelle palestre del Cus. In questi anni ho avuto la fortuna di essere seguito in particolare da Sibelius Zanardi e Roberto Breveglieri, questi responsabile del settore giovanile Fortitudo».

I Bommarito a confronto: a sinistra Andrea durante una partita con Cat Vigevano, a destra Niccolò con la maglia della Fortitudo Bologna

Due importanti mentori per un ragazzo alto appena 184cm con la maglia n. 8 come papà Andrea ed un percorso ricco di traguardi importanti, come l’aggregazione saltuaria alla prima squadra in serie A2 dalla Under 17 in avanti. «Proprio quest’estate ho fatto il percorso di preparazione insieme ai senior - racconta - ed è stato un momento d’alta formazione per me. La scorsa stagione ero spesso convocato anche per amichevoli, poi però la lesione al muscolo psoas mi ha un po’ limitato».

Attualmente, “Bomma” com'è soprannominato dagli amici gioca in Under 19 Gold dopo la retrocessione dalla prima fase di Eccellenza ma soprattutto è alla fine del percorso giovanile. Il sogno nel cassetto è quello di diventare un professionista. E alla domanda se venisse chiamato un domani a giocare con la Elachem Vigevano (squadra che malgrado i propri impegni agonistici segue con interesse), lui è tranchant: «Correrei al volo - dice - perché un pezzo del mio cuore è lì. Non solo per via dei miei nonni che ogni tanto vengo a visitare, ma anche perché ho diversi amici della mia età (nonché figli di ex compagni di squadra di mio padre) come ad esempio Mattia Grassi e Giovanni Bressani».

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