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02 Aprile 2026 - 17:34
Tomas Reimundo attacca il ferro durante una delle partite della stagione con Robbio (foto A. Cislaghi)
Dopo aver chiuso la regular season con una vittoria un po’ sofferta su Rondinella Sesto, ora Robbio si prepara ai play-out contro Casorate. L’inizio è previsto nel fine settimana dopo la pausa pasquale. In casa Aironi c’è però un giocatore, Tomás Reimundo, in procinto di compiere un’altra preparazione che trascende la pallacanestro anche se un po' ne ha cambiato il suo approccio: l’ingresso nella Chiesa cattolica.
Il lungo italo-argentino sarà infatti battezzato sabato sera in occasione della Veglia Pasquale nella locale parrocchia di Santo Stefano come catecumeno (persona che sceglie di diventare cattolica da adulto). Nato in una famiglia protestante, Reimundo ha scelto di convertirsi dopo la sua lunga permanenza in Italia, dove gioca dal 2021. «In questa scelta è stata determinante la mia ragazza, che fa parte di una comunità neocatecumenale - racconta - Tuttavia, il passo decisivo l’ho compiuto in occasione del Giubileo dei Ragazzi della scorsa estate a Roma quando sono andato con il gruppo».

Tomas Reimundo in azione contro Varese Academy (foto D. Piedinovi)
Una tre giorni molto intensa, in cui diversi sono stati i momenti decisivi per Reimundo a entrare definitivamente nella comunità cattolica. «Ricordo in particolare una messa in cui hanno parlato di San Francesco e della sua storia - ricorda - dove già lì ho percepito qualcosa ma l’evento dove ho sentito la presenza di Dio è stata l’adorazione eucaristica con Papa Leone XIV a Tor Vergata. Lì ho mormorato al prete che ci accompagnava “don, voglio farmi battezzare”. E così ho iniziato il cammino di preparazione».
Un percorso guidato da don Denis Silano, prevosto di Robbio da poco tempo. «Don Denis ha curato con attenzione la mia formazione - dice Reimundo - ed assieme al padrino che ho scelto (Agustín Ambrosino, anch’egli giocatore) mi ha affidato Elena, robbiese e donna di profonda Fede. Di meglio non potevo avere in questo percorso, in cui comunque ho avuto diverse “prove” come la morte della mia migliore amica e una serie di difficoltà con il basket. Ora però mi sento più in pace e - conclude felice Reimundo - sono pronto a ricevere questo dono». Vista la posta in gioco della squadra, chissà che davvero non possa aiutare Tomàs e compagni per l’obiettivo finale.
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