ieri mattina

Ferruccio De Bortoli presenta "Ci salveremo"

In occasione del Festival delle Trasformazioni, l'incontro pubblico ieri mattina a San Dionigi

Annalisa Vella

07 Ottobre 2019 - 18:00

Ferruccio De Bortoli ieri mattina a Vigevano, all'Auditorium San Dionigi, in occasione del Festival delle Trasformazioni per presentare il suo ultimo libro “Ci salveremo. Appunti per una riscossa civica” (Garzanti, 2019)

L’ex direttore del Corriere della Sera domenica mattina, intervistato dal giornalista Claudio Malvicini, ha incontrato i vigevanesi per parlare di “Ci salveremo - Appunti per una riscossa civica” (Garzanti), il nuovo saggio che si interroga sul futuro dell’Italia, sulle sue inevitabili “trasformazioni” (come il nome del Festival di cui era ospite) e di populismo. «C'è un problema di educazione civica e di qualità della cittadinanza, nel senso che non c'è una buona consapevolezza di essere cittadini. Da noi non c'è un costo reputazionale per chi non si comporta correttamente: il furbo è percepito come uno che reagisce ad una burocrazia opprimente. In pratica, le regole si applicano agli altri e si interpretano per se stessi. Negli anni '60, pur cominciando a pregustare il benessere, c'era ancora memoria della povertà e si sapeva che occorreva fare sacrifici. Ora si pensa di avere solo diritti - ha commentato De Bortoli -. E poi si vota molto poco. E si vota per pancia. Questa in verità è una deriva di tutte le democrazie rappresentative occidentali. Si vota per paura, rabbia, non si vota per la competenza a risolvere i problemi. E questo si accompagna con l'attrazione verso modelli più autoritari. L'astensionismo non è espressione di un voto. E' mancata osservanza di un diritto/dovere».

Non tutto è perduto: «Il libro nasce da una osservazione: di fronte ad una società che invecchia, diventa sempre più importante il lavoro svolto dal volontariato - ha spiegato -. E da questo punto di vista il nostro Paese non ha nulla da invidiare agli altri. Siamo ricchi di competenze. Il volontariato ha un suo "capitale sociale": la sua rete di relazioni con la comunità e la sua capacità di legare la partecipazione attiva dei cittadini per fini che coinvolgono non il "sé" ma gli "altri"».

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