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ABBIATEGRASSO, SULLA 494
04 Dicembre 2025 - 06:19
Il semaforo sulla 494 con le corsie di canalizzazione
È l’ultimo semaforo istituito nel 2004 sulla statale 494 nel tratto di circonvallazione di Abbiategrasso, all’incrocio con le vie Cagnola e Di Vittorio. Dal settembre 2022 è presidiato da telecamere che sanzionano chi passa con il rosso... e a volte anche con il verde, ma ha semplicemente occupato la corsia di canalizzazione sbagliata, quella per la svolta a sinistra. Magari solo per poche decine di centimetri e con una moto, affiancandosi alle auto, come nel caso del vigevanese che segnala il caso: ha presentato ricorso al giudice di pace e l’ha vinto.
Su quel tratto di statale transitano circa 25 mila veicoli al giorno, in gran parte di pendolari vigevanesi e lomellini che vanno e vengono da Milano. All’avvicinarsi al semaforo in entrambe le direzioni sono tracciate sull’asfalto due corsie di canalizzazione: una per chi deve girare a sinistra e l’altra per chi (la stragrande maggioranza) prosegue lungo la statale. Capita che il semaforo sia rosso per la svolta e verde per gli altri. Se in quel caso si procede dritto invadendo però, anche di poco, la corsia di svolta, la telecamera sanziona come se si fosse passati con il rosso anche se in realtà il veicolo, nella direzione intrapresa, aveva la luce verde.
La differenza non è di poco conto: il mancato rispetto del semaforo rosso comporta una multa da 167 a 665 euro, che salgono da 222 a 888 in orario notturno, più la decurtazione di 6 punti e, in caso di due violazioni nel biennio, la sospensione della patente da uno a tre mesi; l’errata canalizzazione invece è punita solo con una multa da 42 a 173 euro più 2 punti decurtati, senza il rischio di sospensione della patente in caso di recidiva.
«So che sono tanti i vigevanesi multati – dice l’automobilista, che per la professione svolta è un addetto ai lavori – e molti, non conoscendo bene la regola, si rassegnano a pagare. Ma ho anche notizia che alcuni, come me, hanno fatto ricorso ottenendo l’annullamento del verbale, che sostanzialmente costituisce un falso in atto pubblico: afferma che sono passato con il rosso e non è vero». Altrove, come a Genova, per una situazione identica, dopo aver perso ricorsi a raffica il Comune ha annullato in autotutela migliaia di sanzioni.
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